Politica & Cemento

colata
I passati governi della città di Ivrea hanno dimostrato “un debole” per cemento, asfalto, appalti e affari.
Questa ossessione ha portato alla realizzazione del Movicentro, la nuova stazione della città, l’opera purtroppo guarda il semi deserto del quartiere Dora Baltea che avrebbe dovuto essere” il cuore pulsante” di Ivrea, come veniva chiamato dalla retorica del tempo.
La costruzione del Movicentro è costato alla comunità più di sei milioni di euro, denari buttati in un opera che il tempo ha dimostrato essere uno dei più grandi errori progettuali del Canavese.
Movicentro avrebbe dovuto servire il quartiere Dora Baltea, ma questo non ha seguito lo sviluppo che comune, provincia, regione e gruppi immobiliari privati si aspettavano.
I nuovi edifici dell’area risultano in gran parte invenduti , altri progetti sono restati sulla carta.
Ma, non è bastato costruire una nuova stazione completamente inutilizzata, che al netto delle entrate costa al comune più di 60000 euro all’anno, il “cuore pulsante” doveva essere collegato alla città dalla progettata passerella, lo chiedono gli investimenti in edifici invenduti.
Certo errare è umano, ma perseverare….
La realizzazione della passerella sulla Dora, infatti, comporterà una spesa complessiva superiore ai tre milioni di euro, risorse economiche sottratte interamente al bilancio della nostra città.
Questa spesa, considerato il periodo di grande difficoltà economica per molti eporediesi e valutata la quasi completa inutilità per la viabilità cittadina, rappresenta l’ennesimo atto di una progettazione complessiva dell’area, miope alla esigenze vere della comunità e attenta, di contro, agli interessi immobiliari della zona.
Oggi tre milioni di euro in più nelle casse comunali avrebbero potuto mitigare la tassazione sui cittadini e supportare le famiglie, i lavoratori e gli imprenditori in profonda difficoltà.
Il bilancio recentemente approvato dimostra la “cronicità” di un certo modo di fare politica, nonostante la crisi e i passati errori, si sono programmati ingenti investimenti in opere pubbliche, è il vecchio pallino per il cemento, l’asfalto e gli appalti.
Purtroppo essendo le risorse limitate, non sono rimasti fondi per ridurre l’imposizione e quindi le quote previste per l’IMU sono passate dall’ 8,9 al 10,1 per mille per noi residenti.
Quello che dispiace e sorprende, considerata la colorazione politica della giunta, è che, tra vecchi investimenti inutili e nuovi molto discutibili, non vi siano risorse per evitare un aumento medio del 20% del costo della mensa scolastica e, ancor più grave, dovranno pagare il servizio anche le famiglie con un reddito ISEE inferiore ai 1500 euro.
Nella valutazione dei prossimi bilanci il M5S cercherà di sensibilizzare la giunta; molte famiglie, i disoccupati gli imprenditori soffrono e la comunità deve aiutarli, il cemento e gli affari possono aspettare.

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