Posizione del MoVimento 5 Stelle Piemonte su abolizione province ed accorpamento piccoli comuni

In questi giorni, in Provincia di Vercelli, tutti i partiti tradizionali hanno preso posizione sull’eliminazione della provincia, affermando o che le province sono degli enti utili in quanto intermediari tra Comuni e Regione o proponendo l’accorpamento con Biella (piuttosto che con Novara, perchè Novara è troppo grande e si diventerebbe una sua preda). Anche gli unici che ora si dicono per l’eliminazione di tutte le province (idv), si sono candidati alle scorse provinciali.  

“Noi come Movimento 5 Stelle non possiamo che ribadire che siamo per l‘abolizione di tutte le province, essendo enti sì con delle competenze importanti, ma che potrebbero essere tranquillamente distribuite in parte ai Comuni ed in parte alle Regioni, tagliando i costi della politica ed efficientandone la burocrazia. Proprio in coerenza con le nostre linee programmatiche non ci siamo presentati alle provinciali, caso unico in Italia.
Inoltre sempre maggiori sono i tagli dal livello centrale grazie al federalismo leghista che si dimostra sempre più essere un federalismo per abbandono: la provincia di Vercelli ad esempio vive grazie ai contributi che arrivano con i Fondi Scanzano, compensazioni del Nucleare, mentre spende buona parte delle risorse ordinarie per la gestione della macchina politica e burocratica. Si possono ad esempio subito trasferire le competenze ambientali ad ARPA e Corpo Forestale dello Stato, mentre quelle sugli edifici pubblici ai comuni, mantenendo il livello occupazionale degli amministrativi.
Al contempo siamo per la fusione o accorpamento dei comuni troppo piccoli, non tanto perchè questo generi un notevole risparmio, ma per una maggiore efficienza
In Piemonte abbiamo 1206 comuni, un ottavo di tutti i comuni italiani, la metà, 598, con meno di 1000 abitanti e decine con meno di 100 abitanti. A Mortigliengo nel biellese 3 comuni stanno optando per la fusione visto che la legge nazionale e regionale prevede l’obbligo di gestione associata delle funzioni comunali e offre, soprattutto, degli incentivi per alcuni anni ai comuni che si accorpano. Anche la Regione si è detta favorevole nonostante nell’ultima finanziaria non avesse stanziato fondi sul capitolo “fusioni”, bocciando il nostro emendamento in tal senso. 
Comuni con meno di 5000 abitanti – con deroga per aree montane o collinari o periferiche – hanno poco senso dal punto di vista organizzativo: ma ancora una volta è prevalsa l’astuzia degli amministratori locali che manifestano contro la soppressione delle loro cariche – non certo dell’importanza di un comune – facendoci credere che i loro introiti siano solo quelli dei gettoni di presenza e non menzionando la rete di potere che si creano utile per la successiva carriera politica. 
Ovviamente accorpare i piccoli comuni non significa chiudere gli uffici e abbandonare i paesani. Sarebbe come creare delle Comunità montane e collinari (nonchè di pianura) senza più eleggere il sindaco e i consigli dei comuni facenti parte, preservando gli uffici comunali ed i servizi in tutti i comuni della comunità, ma ottenendo delle economie di scala significative. Se così non fosse, anche noi saremmo contrari, visto che da sempre ci battiamo per la ripopolazione montana, collinare e delle zone marginali-rurali (dove la possibilità di essere sostenibili è concreta), contro il sovraffollamento urbano.
Se davvero spariranno le Province – i tempi un ddl costituzionale con mezzo Parlamento contrario sono lunghi – Comuni con 100 abitanti troveranno molto difficile farsi ascoltare da una Regione alle prese con tagli cospicui dei trasferimenti statali ed un debito di 7 miliardi di euro, in aumento ogni anno di circa 1 miliardo. 

Nel frattempo continuiamo ad aspettare un cenno sui tagli ai costi e ai privilegi della politica: dimezzamento degli stipendi (e non contributo di solidarietà una tantum), eliminazione delle pensioni dopo 5 anni (anche retroattiva), eliminazione dei rimborsi elettorali (2,2 miliardi di euro dal 1994). 

Proprio per questo dal 10 settembre saremo a Montecitorio, Roma all’interno della manifestazione di liberi cittadini per un Parlamento Pulito per chiedere che la legge di iniziativa popolare del 2007 (primo V-day: no ai condannati in Parlamento, massimo due legislature, reintroduzione delle preferenze) venga discussa al più presto”.


 

Davide Bono – Consigliere regionale
Raffaele Vota – Consigliere comunale di Arborio
Adriano Brusco – Attivista MoVimento Vercelli
Fabio Martina – Attivista MoVimento Asti

One thought on “Posizione del MoVimento 5 Stelle Piemonte su abolizione province ed accorpamento piccoli comuni

  1. NO
    ELIMINAZIONE PICCOLI COMUNI
    Pochi sanno (o non vogliono sapere) che in Francia i comuni sono 36.000 !!!! Il ruolo dei comuni (in particolare quelli di montagna), che sono piccoli in termini di abitanti ma sono grandi in termini di superficie, è oggi prevalentemente quello di guardiani del territorio. Se togli i comuni chi controlla il territorio !!!!
    In Francia il trasferimento dei fondi ai comuni è fatto per il 50% in base al numero di abitanti e 50% in base ai KM quadrati per il controllo del territorio.
    E poi nei piccoli comuni di montagna i costi sono minori rispetto ai grandi carrozzoni (come certificato anche .
    La teoria di grande è ECONOMICO abbiamo visto per chi è ECONOMICO per Vedi ROMA CAPITALE, ECC, ECC

    1. LA RIVOLTA DEI PICCOLI COMUNI: IN PROVINCIA DI SIENA 13 SINDACI DICONO NO ALLE FUSIONI PER DECRETO
    2. Bassiano, ente ancora in prima linea contro la cancellazione dei piccoli Comuni
    3. Soppressione comuni sotto i 5000 abitanti, l’Uncem Campania dice “no”
    4. Contrario anche il deputato Pd Simone Valiante.
    5. Comunicazione da ANCI Piemonte: Il NO di ANCI all’eliminazione dei piccoli comuni
    Torino, Martedì, 15 Marzo 2016

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