PRESIDIO PER FERMARE LA CAVA/DISCARICA A S. BERNARDO DI IVREA

DOVE: In stradale Torino a S. Bernardo di Ivrea presso via delle Fornaci
QUANDO: Sabato 8 novembre dalle 9 alle 17:30
Verrà distribuito materiale informativo e si potrà firmare la petizione.
PARTECIPA E DIFFONDI!!
Per informazioni scrivere a: no.cava.a.sbernardo.di.ivrea@gmail.com
In caso di maltempo il presidio verrà allestito in altra data.

presidio

A S. BERNARDO DI IVREA DOPO IL TENTATIVO DI REALIZZARE UN IMPIANTO PER LO SMALTIMENTO DI RIFIUTI TOSSICO-NOCIVI DA PARTE DELL’ABC FARMACEUTICI, UN INCENERITORE DI RIFIUTI SOLIDI URBANI DA PARTE DELLA PROVINCIA DI TORINO,

ADESSO CI PROVANO CON UNA CAVA/DISCARICA!!!!

PROGETTO CAVA/DISCARICA IN NUMERI

L’area è una ex cava di argilla e si trova nel quartiere di S. Bernardo di Ivrea nella località le fornaci ed è di proprietà della società COGEIS SPA
Si estende per 60.000 mq, l’equivalente di 6 campi da calcio o di quasi 16 giornate agricole
E’ prevista un’estrazione sopra falda di oltre 234.000 m. cubi di materiale (terra, sabbia, rocce)
La falda freatica è ad una profondità di 7/8 metri Lo scavo sarà profondo al massimo 5 metri e dovrà rimanere 1 metro sopra la falda
Discarica: riempimento con solo terre e rocce proveniente da scavi per oltre 206.000 m. cubi. Ultimo strato sarà terreno naturale finalizzato alla semina (recupero ambientale per fini agricoli)
Durata 10 anni (120 mesi) prorogabile se non conclusa l’attività di estrazione/discarica
Previsti fino ad un max. di 100 camion al giorno in transito
Per mitigare l’impatto acustico: realizzazione, in corrispondenza di alcuni edifici, di collinette trapezoidali (dune) alte da 5 a 7 metri base 5 metri

CHI CI GUADAGNA?

La COGEIS SPA circa 7/8 milioni di euro
Il comune circa 80.000 euro dai diritti di estrazione
La Curia proprietaria dell’ex bocciofila a cui verrà rimosso dal tetto l’amianto e verranno installati dei pannelli fotovoltaici (opera compensativa)
I cittadini del quartiere solo l’uso della ex bocciofila per 25 anni dato dalla Curia in usufrutto al Comune

PERCHE’ DEV’ESSERE FERMATO IL PROGETTO DELLA CAVA/DISCARICA

La popolazione è stata in gran parte tenuta all’oscuro del progetto
Il buon senso suggerisce che un quartiere non può essere luogo adatto in cui realizzare una cava/discarica
Le criticità evidenziate dalla conferenza dei servizi sono state ampiamente sottovalutate mancando la previsione di adeguate misure tecniche per il controllo degli agenti inquinanti
L’impatto ambientale riguarda anche gli esiti di una viabilità modificata i cui flussi di camion in transito (fino a 100 camion al giorno) paiono ad oggi materia controversa e difficilmente quantificabili così come i livelli di inquinamento di vario genere da essi generati
La cava/discarica comprometterà il valore degli immobili della zona danneggiando tutti i proprietari; il solo significativo utile sarà quello della ditta realizzatrice
L’utile derivante al Comune risulta sull’arco di dieci anni del tutto irrisorio
E’ legittima, senza nulla voler insinuare nello specifico, la preoccupazione per i rischi di riempimento della cava con materiali estranei alla concessione. Dai rilievi ARPA non è possibile reperire nei 10 anni i 206 mila metri cubi previsti di terre e rocce da scavo dai soli comuni limitrofi; il bacino di raccolta si apre quindi a materiali provenienti da altre zone delle quali al momento nulla è dato a sapere e la cui natura richiederebbe garanzie perché vengano già all’origine assiduamente e rigidamente controllati
Le opere di compensazione sono state concordate in modo inadeguato: una pro loco non può essere considerata la rappresentanza di un quartiere. L’entità e la natura degli interventi offerti (rifacimento del tetto della bocciofila e installazione di alcuni pannelli solari, per di più su una proprietà della Curia), costituiscono una mortificante elemosina
Le rilevazioni degli inquinanti in città evidenziano una situazione già compromessa che cozza con le promesse elettorali delle liste che hanno sostenuto l’attuale maggioranza sulla tutela dell’ambiente. Allo stesso modo la “gran cassa” sul mantenimento dell’integrità del patrimonio urbanistico come di quello paesaggistico si rivelano, alla luce dei fatti esposti, “parole vuote”.

Ivrea 5 Stelle

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