Quando i disperati si tramutano in “ Armi umane”

[La Voce del Canavese del 27/10/2014].

Quando i  disperati si tramutano in “ Armi umane”

Nel nostro paese si sa, parlare di immigrazione in qualsiasi contesto equivale a tirarsi addosso le amorevoli attenzioni dei benpensanti medio borghesi. Ivrea è piena di benpensanti che alla domenica si ritrovano mani giunte in chiesa a smacchiare i peccati della settimana. Peccati dal colletto bianco sia chiaro, non peccatucci da quattro soldi. Quindi il fatto che si scriva di immigrazione farà sicuramente partire la gara delle “etichette”. Il movimento 5 stelle è  fascista oppure nazista?  Qualunquista o antisemita? Scalpore e sdegno avrà sicuramente suscitato l’affermazione di Grillo sui controlli sanitari su chi sbarca clandestinamente sulle nostre coste.

La realtà è che si è evitato per anni di affrontare il problema e che il nostro paese è stato per anni sovraesposto all’immigrazione clandestina e la politica da adottare per affrontare l’emergenza divenuta  condizione ordinaria è rimasta sempre interlocutoria, palleggiata ambiguamente  con l’europa che come al solito di noi si fida solo sino ad un certo punto. Così come qualsiasi situazione “fuori controllo”  l’immigrazione  può essere potenzialmente e imprevedibilmente pericolosa ma non può più essere considerata una situazione “eccezionale”. In una situazione cosi magmatica i controlli sanitari potrebbero concretamente evitare epidemie e salvaguardare la salute delle forze dell’ordine che sono in prima fila in questa “battaglia” in  cui  c’è molta a dire la verità su cosa veramente accade ed il perchè accada . Spesso si ricordano treni e campi di concentramento, si glissa volentieri sui centri  di prima accoglienza , sulle condizioni di chi ci viene rinchiuso, senza parlare della “vita” di chi ne esce, spesso destinata al lavoro nero, allo sfruttamento e alla criminalità. Uno dei tanti problemi è che i benpensanti spesso hanno interessi diretti circa l’immigrazione, si pensi ad esempio alle varie associazioni “benefiche” che prendono soldi dallo stato per gestire queste persone disperate. Il 90% della fetta di risorse si perde in mille rivoli senza arrivare mai a risolvere i problemi di quelli che ne dovrebbero essere i destinatari e la parte restante la si  usa  per mandarli a zonzo senza meta per le città con in tasca quattro spiccioli e un cellulare. Tutta in salita la strada per chi vuole integrarsi, da clandestini si “vale” di più perchè il problema a volte vale più della soluzione.

Ora la posta in gioco si sta alzando, tra epidemie esotiche e terrorismo , il paese si mostra nuovamente «ventre molle dell’Europa » e subentra la paura. Come sempre, ci piace prenderla alla leggera, infatti non corre giorno in cui i media non ci dicano che per l’Italia non c’è pericolo. Per il nostro bel paese, non c’è mai pericolo, ne motivo di preoccuparsi, salvo poi ritrovarsi paralizzati e disorientati come un animale selvatico davanti ai fari della macchina quando le tragedie “annunciate” prendono davvero corpo. Le alluvioni delle scorse settimane possono essere un valido esempio per quanto si sta dicendo. L’additare come “destabilizzatore” chiunque sollevi il problema dell’immigrazione, l’ostacolare un vero piano di gestione dell’emergenza in nome di una grande segno di «comunione e liberazione » dei popoli del mondo, stanno  di fatto gettando i semi e presupposti per uno scontro di popoli e culture “su scale globale”. La cruda realtà è che il nostro paese può garantire una vita dignitosa e onorevole solo ad un numero limitato di immigrati clandestini annui e i restanti non possono che finire sfruttati e continuare l’incubo da cui credevano di essere sfuggiti. Intollerante è chiunque provi a fare dei ragionamenti  razionali sul tema senza preconcetti e previdente diviene chi prepara  il fazzoletto per piangere i primi caduti Italiani di fronte ai “mostri” dell’ ISIS.

Pierre Blasotta (Consigliere comunale Ivrea 5 Stelle)

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