REFERENDUM CONSULTIVO IN VALSESSERA SENZA QUORUM

Non capiamo perchè il Presidente della Provincia di Biella, Simonetti, intenda indire un referendum, tra l’altro consultivo, sull’invaso della Valsessera, per capire quale sia la posizione dei cittadini. Penso che sia chiaro a tutti quali siano l’utilità e le ricadute del progetto, che sarebbero positive solo per il proponente e non per gli abitanti e il territorio interessato. Il referendum consultivo tra l’altro avrà, da Regolamento provinciale, il quorum del 50%, vezzo tutto italico per rendere inutile ogni istituto di partecipazione dei cittadini, e quindi rischia di essere un trappolone per il Comitato. Cosa farà Simonetti se il referendum non arrivasse al 50%, ma i contrari all’opera fossero il 90%? Ne prenderà atto allargando le braccia o si impegnerà a rispettare il volere dei cittadini che si sono attivati? Il referendum dovrà essere indetto in una domenica tra il 15 di ottobre ed il 15 di novembre, si ha quindi tutto il tempo di eliminare immediatamente il quorum (il mio gruppo consiliare ha proposto una legge in tal senso in Regione che sta riscuotendo interesse bipartisan). In ogni caso, noi ci rendiamo disponibili a supportare il Comitato Custodiamo la Valsessera per garantirne l’equa e paritaria presenza informativa, anche se speriamo che se ne occupino la Regione e la Provincia. Opere inutili come questa o il TAV Torino-Lyon gravano sulle spalle di tutti gli italiani, quindi invitiamo tutti i residenti in zona ad informarsi ed andare a votare e daremo ampia visibilità alla contraddittorietà di tale invaso.

Davide Bono – Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle Piemonte

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