San Bernardo: fornaci ardenti!

San Bernardo: fornaci ardenti!

 

bocciodromo
Mercoledì 27 Gennaio, si è tenuto un incontro tra l’amministrazione comunale e il quartiere San Bernardo. Sono stati presentati i progetti, ormai quasi definitivi, per il nuovo campo sportivo, si è parlato del nuovo depuratore SMAT, della viabilità e di tutta una serie di problematiche rimarcate dal documento redatto dal Consiglio dei Cantoni e consegnato nelle mani degli amministratori giorni prima. Il Consiglio dei Cantoni è nato lo scorso anno con metodo elettivo a seguito dell’autorizzazione da parte del comune di concedere alla ditta Cogeis di coltivare una cava in centro al quartiere. Non appena finita la presentazione, lasciato campo libero alle domande e ai commenti, si è subito notato che il fuoco sotto la cenere è più vivo che mai. I temi più sentiti sono le strade vicinali, che versano in pessime condizioni, di cui nessuno vuole riconoscerne la paternità per evitare di doverle sistemare, la cava, anche se attualmente in stand-by e la ex-bocciofila. Sicuramente il quartiere ringrazia quando l’amministrazione scende a confrontarsi con la popolazione, ma il sospetto che lo faccia per “evitare il peggio” è sempre presente. Della bocciofila infatti non si è più parlato anche se alcune cose si sarebbero già dovute fare. Il mese scorso il Consiglio dei Cantoni invia denuncia alle autorità competenti per evidenziare il pericoloso degrado del tetto della bocciofila con buona probabilità in amianto e, coincidenza, ecco che il Sindaco riappare in pubblico. Secondo l’amministrazione i lavori sono a carico di Cogeis, secondo altri deve essere il comune a farsene carico per evitare di finire in una situazione in cui a lavori svolti, qualcuno voglia qualcosa in cambio.

amianto

Per carità, nessun processo alle intenzioni, però quando dal pubblico emergono voci che dubitano della magnanimità di comune e Cogeis non ci si può stupire. Il segreto inconfessabile di molti residenti è che, seppur prevista dalla convenzione, il rifacimento della bocciofila , verrà in qualche modo barattato per altro. Insomma, se la cava non parte e la bocciofila viene rimessa in sesto viene da chiedersi cosa vorrà Cogeis in cambio? La risposta più corretta è niente, il tutto ricade nel rischio d’impresa, ma siamo sicuri di ciò? Vedremo, nel frattempo teniamo gli occhi aperti!

Pierre Blasotta

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