Sindacati: non tutti i lavori sono ugualmente dignitosi e sostenibili

Ho letto con sgomento l’Ansa odierna con le ricette dei principali sindacati sul settore dei rifiuti. 

Suggerire di eliminare la salvifica separazione – presente nella legge quadro regionale 24/2002 – tra raccolta e smaltimento è criminale. Sanno benissimo i sindacati che fare ciò in un momento storico in cui lo smaltimento con discariche e inceneritori fa cassa, vorrebbe dire uccidere la raccolta differenziata (i cui limiti per legge del 65% al 2012 sono raggiunti neanche in un ventesimo del territorio italiano). 

Rabbrividisco pensando ad un unico soggetto gestore della raccolta e degli impianti di incenerimento presenti a Vercelli, Mergozzo o in costruzione a Torino, dove gli stessi guadagnano tanti più rifiuti indifferenziati vengono prodotti. Anche un bambino sa che non è cosa lasciarlo solo in un negozio di caramelle. E poi le bonifiche costano. 

Peccato che nessun sindacato e nessun partito faccia proprie le proposte del dott. Roberto Cavallo, presidente di Cooperica che spiega, calcoli alla mano, che con meno di 1 miliardo di euro si potrebbero generare 200mila posti di lavoro, con rientro dell’investimento compiuto nel volgere di 3 soli anni. Senza considerare i costi evitati dei disastri ambientali delle discariche e delle emissioni degli inceneritori, che pagheremo tra bonifiche e riduzione dell’aspettativa di vita nei prossimi decenni per miliardi e miliardi di euro.

E poi una vita umana è monetizzabile? Il pianeta lo è?

Questi sindacati e questi partiti hanno una visione miope, non di sistema, ma “di propria poltrona”. 

E sono lottizzati delle lobbies industriali, di cui la Marcegaglia o i Colucci sono floridi esempi. 

E’ ora di suonare la sveglia.

Davide Bono
capogruppo consiliare
MoVimento 5 Stelle

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