Sversamenti in Canton Garda: “Se il buon giorno si vede dal mattino!”

sversamenti Canton Garda Ivrea

sversamenti Canton Garda Ivrea: nella foto è visibile il deposito di terra.

Mercoledì 15 Ottobre, a Bellavista, si è svolto l’importante incontro pubblico sulla tema “Cava di San. Bernardo”. Purtroppo, molti, me compreso , speravano che il Sindaco, prendendo atto della situazione di malcontento popolare, iniziasse un percorso atto a rivedere la propria posizione sull’attività estrattiva, invece no, il progetto è stato confermato in tutto e per tutto senza remore di sorta. Una delle tante preoccupazioni manifestate dalla popolazione è stata quella del pericolo che nella discarica possano finire rifiuti non leciti.

Per il Sindaco e l’assessore si tratta di un ipotesi di pura fantascienza, per molti altri no, poiché il nostro paese è tristemente noto per questo tipo di attività illegali e quanto a trasgressioni non mancano scandalosi precedenti. Anche se le rassicurazioni si sprecano e subito si citano i controlli ARPA, i rigidi regolamenti da rispettare e “chi più ne ha più ne metta”, anche se si invocano le regole ed il loro rispetto resta incomprensibilmente ignorata l’assurdità del fine, una cava in un centro abitato: questo non viene proprio messo in discussione! Le garanzie degli amministratori lasciano il tempo che trovano, non è infatti un mistero che poche settimane fa, alcuni residenti di canton Garda, ci hanno segnalato un via vai di camion, che oltre ad aver sconquassato via delle Fornaci con il loro rumoroso passaggio, hanno depositato materiali in un campo. Per ora la certezza è che i camion erano del “noto imprenditore” e che dal comune di Ivrea « non constano essere state rilasciate autorizzazioni allo stoccaggio di terre da scavo in canton Garda».
Ci auguriamo che l’Arpa sia al corrente di questi movimento di materiali e che compia appieno il suo dovere istituzionale di controllo verificando che tutto sia in regola. Supponendo per un istante che non sia così, ci si accorgerebbe di come le maglie della sicurezza dei controlli potrebbero essere molto labili e comportare poi prese d’atto postume di azioni potenzialmente deleterie quando non addirittura irrimediabili nelle conseguenze. Il tutto evidenzierebbe quanta possa essere la distanza tra le promesse e i dati di realtà rilevati sul campo. Una situazione delicata dunque che purtroppo è solo il prologo per i dubbi e le paure che la poca trasparenza non può che indurre nei cittadini.
La conferenza pubblica di mercoledì sulla cava ci dice inoltre che una cortina di ferro separa gli amministratori dai cittadini, da una parte c’è il comune di Ivrea e dall’altra degli “estranei”. Raggelante risuona ancora l’affermazione del sindaco sulla priorità del “diritto di impresa” sul bene pubblico :“l’importante sono le regole ed il loro rispetto”. Se permette, nel suo ruolo, lei, signor sindaco, dovrebbe anche considerare che a prevalere è essenzialmente “il contesto” degli accadimenti ed in questo caso il contesto è la vita quotidiana di una comunità di circa duemila persone su di un territorio che fa parte della città che Lei amministra. Davanti ad incalzanti attacchi di alcuni alle scelte dell’amministrazione o ai toni quasi di sommessa preghiera di altri, abbiamo sentito più volte dire “non sono il Podestà”, noi lo abbiamo inteso come “non ho potestà” poiché ormai era evidente che la politica era in subordine ai grandi interessi e Lei sembrava dire:” io non ho margini per poterli contrastare”.
Non resta che augurarsi, al di là di qualsiasi appartenenza partitica (il pubblico era più eterogeneo che mai), che la politica riassuma al più presto la priorità e che torni a riaffermare con vigore il suo significato principe di “governo della polis”, perché non cominciare proprio dalla questione della cava di S. Bernardo? Nella foto il deposito di terra.

Pierre Blasotta (Consigliere comunale – Ivrea 5 Stelle)

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