TAV decisa dallo Stato Sovrano.

notav

[La Voce – lun 30/09/13]

Il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ci ha appena informati che la TAV “è stata decisa dalla Stato sovrano”, dunque, costi quel che costi, si farà. Arriveranno altri 200 militari, che si aggiungeranno a quelli presenti, e non costano nulla, visto che comunque lo Stato già li paga, non importa se poi mancheranno in aree più a rischio, se eventuali conseguenze ricadranno sulle popolazioni di quelle aree.
Non importa che tu, questo Governo, non l’ abbia votato. Esprime la maggioranza che, in ogni regime democratico, stabilisce che cosa va fatto e che cosa no.
Creonte condanna Antigone che alla legge antepone la sua coscienza. Alla legge, che vuole la Tav, antepongo la mia coscienza che si ribella all’idea di crescita infinita. Antigone ci lascia le penne; ai tempi nostri Antigone se l’è sempre cavata, almeno finora, con una condanna. Ma il problema rimane: convivere o ribellarsi al sistema? Condividerne i presunti vantaggi o lottare, con quali mezzi, per nuovi modelli ?
Il TAV, come tutte le grandi opere, come gli inceneritori, come le megacentrali elettriche, come la maggior parte di ciò che ci viene presentato come opportunità di “nuovi posti di lavoro” è figlio di quel “modello di sviluppo” che pretende di far coincidere “maggior ricchezza” con “migliore qualità della vita”, dunque la ricetta è una sola: incrementare il Prodotto Interno Lordo (PIL).
Questo funziona fino a che il traguardo è “disporre del necessario”, ma tanto non ci basta e ne è prova il fatto che per la “destra” ciascuno è libero di “accaparrarsi tanta più ricchezza quanta più ne è capace”, per la “sinistra” tutti devono “arricchire in egual misura”, ma sempre di arricchimento si parla. Da decenni ormai, quel “modello” è malato, un malato terminale al cui capezzale si avvicendano politici, economisti, scienziati, ambientalisti senza che si riscontri miglioramento alcuno ed oggi siamo all’accanimento terapeutico, mentre dovremmo avere il coraggio di staccargli la spina per far posto ad un nuovo modello, basato su nuovi presupposti.
Si sta diffondendo la convinzione che la “cura” è peggio della malattia perché presuppone la possibilità di “crescita infinita” mentre il nostro Pianeta ha dimensioni “finite”, dunque in misura “finita” sono anche le risorse che può metterci a disposizione ed i rifiuti che può riassorbire.
Se consideriamo la felicità uno “stato”, non un “possesso”, dunque non più associata al fardello consumistico, allora ci chiediamo se la nostra sia piena democrazia, oppure, legittimo dubbio, “dittatura della maggioranza”. Cristo non ha democraticamente invitato i mercanti ad uscire dal tempio, li ha cacciati, casomai, democraticamente è stato ucciso.

Pierre Blasotta

One thought on “TAV decisa dallo Stato Sovrano.

  1. Non arriverà più nulla dall’Europa per la TAV:

    Silenzio totale sulla recente decisione dell’Unione Europea – condivisa senza obiezioni dal governo italiano – di non finanziare più “gran di opere infrastrutturali”. Una decisione di politica industriale persino interessante, nel buio delle solite iniziative continentali, perché cambia drasticamente le priorità rispetto al passato. Avanti con “innovazione tecnologica, superamento del digital divide, sostegno alle piccole e medie imprese, sviluppo sostenibile e sostegno all’occupazione”, basta con buchi nelle montagne che non servono più a molto. L’ideologia non c’entra: la rete infrastrutturale europea è ormai molto innervata, richiede semmai manutenzione e aggiornamento, non iperfetazione ulteriore. Al contrario, c’è necessità di sviluppare quel che serve già ora come il pane, ma sancor più servirà in futuro.
    http://davi-luciano.myblog.it/archive/2013/10/07/ntv-03-10-13-post-5720985.html

    Ciao

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