Tognoli salva Della Pepa dal naufragio uscendo dall’aula!

I molti articoli e il “chiacchiericcio” sulle vicende giudiziarie del Vice Presidente della Fondazione Guelpa Ettore Morezzi, nominato a suo tempo Consigliere della Fondazione dal Sindaco Della Pepa, riconfermato poi nel 2010 senza che si facesse mai menzione dei suoi precedenti giudiziari, si sono rivelati nella seduta consigliare del 22 dicembre 2014, un esercizio demagogico di “equilibrismo etico” del PD improvvidamente accompagnato anche da qualche consigliere di minoranza.
Durante la seduta, il MoVimento 5 Stelle ha chiesto attraverso una mozione, la decadenza dell’ing.E. Morezzi perché, per buona regola, chiunque subisca delle condanne non dovrebbe ricoprire incarichi di interesse pubblico, tanto più un incarico strategico come quello della gestione economica del patrimonio della Fondazione Guelpa, più di otto milioni di euro. Per la verità a sollevare la “questione morale” con un significativo “can-can” mediatico non era stato il M5S ma qualcuno che evidentemente conosceva molto bene i risvolti delle vicende giudiziarie e la peculiarità dei reati a suo tempo contestati a Morezzi. Non si faccia ricorso per comodo allo strumentale alibi di una presunta vocazione “giustizialista” del M5S, perché questa, alla luce dei fatti e del dibattito emerso in Consiglio è pura ipocrisia. Il M5S ha semplicemente preso atto e messo in evidenza che l’assenza di precedenti penali dovrebbe essere un requisito fondamentale per chi intenda o venga chiamato a ricoprire incarichi di responsabilità in organismi dove è in gioco il pubblico interesse, in qualsiasi altro paese civile questa è una semplice regola consolidata da molti anni, in Italia, invece, è completamente ignorata, aggirata quando non platealmente irrisa. Non ce ne voglia l’interessato, prenda atto che il M5S svolgendo appieno il suo mandato di Opposizione, ha semplicemente ribadito un principio etico nelle opportune sedi istituzionali, se Morezzi intravede intenti di delazioni o attacchi personali a lui e al suo mentore si rivolga per questo alla cerchia dei suoi ambigui “compagni di viaggio”, non a noi. Torniamo alla serata del Consiglio del 22/12. Durante la seduta la discussione sulla Mozione del M5S e su di un’altra successiva mozione proposta da Gilardini sul tema, ha assunto toni molti accesi e l’inconfutabile analisi dei fatti ha innegabilmente fatto breccia nelle contraddizioni interne al PD trascinando così le opposizioni verso un giudizio inequivocabile e quasi unanime sulla nomina di Morezzi. Purtroppo anche tra i membri della maggioranza non sono mancati atteggiamenti aventiniani ma alla fine la votazione ha fatto comunque cadere la maschera a molti attori della commedia svelando il modo perentorio chi effettivamente aveva ambiguamente giostrato sulla richiesta di revoca della nomina di Morezzi. In nome delle prevalenti “responsabilità oggettive” (concetto mutuato dalla giustizia sportiva) del Sindaco per la controversa nomina, Tognoli invocandone le dimissioni lo ha in pratica “pilatescamente” salvato abbandonando l’aula al momento del voto sulla mozione del M5S, un occasione volutamente perduta (sette voti favorevoli, cinque contrari, un astenuto e una scheda bianca, la maggioranza richiesta era quella
assoluta di otto su quattordici votanti) su cui l’esperto consigliere dovrebbe meditare per non rivelarsi in certe occasioni la stampella della maggioranza , non a caso Della Pepa, riconoscente, ne ha tessuto le lodi per l’interpretazione formale delle contestazioni. Il PD come al solito si e mostrato “servitore di due padroni” ma il variegato costume di Arlecchino per loro è ormai diventato costume usuale in tutti giorni.Ieri sera hanno veramente rischiato di divenire vittime di se stessi giocando col fuoco, non si ricordavano da tempo che giocando “ai buoni e ai cattivi” a volte ci si può anche bruciare per davvero. La mozione di Gilardini per chiedere un passo indietro al CDA della Fondazione Guelpa almeno sulla carica di Vice Presidente di Morezzi è poi invece stata approvata poiché ad alcuni sembrava buona per salvare “capra e cavolo”, meglio di niente ma lascia il tempo che trova. Va considerato che con questa soluzione si è entrati nel merito della vicenda Morezzi, ma si è evitato di farne un precedente consolidato per le future valutazioni di ordine etico sull’operato degli amministratori. Dopo quanto relazionato sarebbe poi stata paradossale la susseguente mozione sull’adesione alla “Carta di Pisa” per un impegno etico degli Amministratori, mozione presentata proprio da Tognoli ( insieme a Comotto), proprio lui che pochi minuti prima l’aveva di fatto resa monca nella sua applicazione pratica su Morezzi. Giova ricordare che in periodo pre elettorale, della “Carta di Pisa” si erano tutti “riempita la bocca”, ad iniziare proprio dall’attore principe della nomina di Morezzi, il sindaco Della Pepa. Il giudizio complessivo lo lasciamo ai lettori ma non possiamo non evidenziare l’incoerenza e l’ipocrisia nei comportamenti: un conto è affermare, per vezzo ed opportunismo, i principi etici nei “salotti buoni” durante il periodo delle elezioni e un conto è dimostrare nella pratica di crederci davvero applicandoli allorché si viene eletti. E’ bene che i cittadini incomincino a comprendere che l’unica forza politica che sta facendo coerentemente opposizione in Consiglio, senza sconti a nessuno, è il M5S, gli altri partiti e le altre liste di opposizione reggono ancora spesso maldestramente il moccolo al PD facendo dei valori etici un bene ampiamente patteggiabile .

Pierre Blasotta (Consigliere Comunale di Ivrea M5S)

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