Tumori ad Ivrea

Tumori ad Ivrea

tumori-09-15

Quello che vedete è il grafico del numero di esenzioni ticket 048 (Neoplasie) riferito alla Città d’Ivrea per gli anni dal 2009 al 2015. E’ lecito pensare che ad ogni malato di cancro corrisponda un’ esenzione, anche se ci sono casi in cui i malati decidono di curarsi presso cliniche private estere oppure casi limite in cui il paziente muore prima ancora della diagnosi. Questo per dire che il numero reale di persone malate di cancro non necessariamente corrisponde al numero di esenzioni emesse. Vale ovviamente il contrario però, ovvero che ad ogni esenzione corrisponde un malato. Su questa certezza parto per fare le riflessioni. Il trend mostra un incremento notevole di esenzioni raggiungendo il picco massimo, riferito all’intervallo di anni dal 2009 al 2015, nel 2013 con ben 172 esenzioni. Negli anni successivi i dati sembrano essere migliori, ma attenzione, gli stessi sono riferiti alla sola città d’Ivrea. Se apriamo il campo al DISTRETTO 5 (1), ovvero a tutti quei comuni che gravitano intorno ad Ivrea, il grafico è meno rassicurante. I tumori sono in costante aumento. Ovviamente questi dati vanno trattati con le opportune precauzioni, molti sono i fattori da tenere presente come l’età, il tipo di neoplasia, lo stile di vita dei soggetti, le zone di residenza e molto altro. Insomma, anche se espliciti, questi dati non si possono tradurre automaticamente in una sentenza definita sulla qualità della vita dei nostri comuni. Sicuramente sono cifre su cui riflettere, ma uno studio serio sul tema è tutta un’ altra cosa. Nel 2013, anno di picco di esenzioni 048, per 52 giorni su 35 consentiti per legge si sono sforati i parametri di sicurezza degli inquinanti atmosferici. Anche qui però, ricavare una correlazione diretta è alquanto azzardato se non addirittura errato. In linea generale credo che il problema sia dovuto ad elevato numero di concause che partecipano al “risultato”. Addossare tutta la colpa su una singola di queste è come guardare il dito al posto della luna del vecchio e saggio detto. In egual misura, scaricare tutte le colpe sulle amministrazioni comunali è ampiamente controproducente. E’ sicuramente vero che potrebbero fare molto di più per migliorare la salubrità delle nostre città, ma va anche ricordato che sono i comportamenti dei singoli ad incidere maggiormente sulla qualità di vita. L’inquinamento atmosferico è sicuramente il più evidente e di facile attribuzione, altri come l’inquinamento dell’acqua e del cibo sono più subdoli e di difficile circoscrizione. In ogni caso, se non cambiamo drasticamente il nostro stile di vita, dal modo in cui ci muoviamo al modo in cui ci nutriamo, se non mutiamo il nostro modo di lavorare e produrre questi dati peggioreranno sempre di più. Attenzione però, non è detto che l’andamento resti lineare, infatti è possibile che superate certe soglie limite, i grafici assumano tendenze esponenziali.

Pierre Blasotta

(1): Albiano,AliceSuperiore,Andrate,Azeglio,Banchette,BaroneC.se,Bollengo,Borgofranco,Borgomasino,Brosso,Burolo,Caluso,Candia C.se,Caravino,Carema,Cascinette,Chiaverano,Colleretto Giacosa,Cossano C.se,Cuceglio,Fiorano C.se,Issiglio,Ivrea,Lessolo,Loranzè,Lugnacco,Maglione,Mazzè,Mercenasco,Meugliano,Montalenghe,Montalto Dora,Nomaglio,OrioC.se,PalazzoC.se,Paralle,Pavone,Pecco,Perosa,Piverone,Quagliuzzo,Quassolo,Quincinetto, Romano C.se,Rueglio,Salerano,Samone,San Giorgio,San Giusto,San Martino, Scarmagno,Settimo Vittone, Strambino, Tavagnasco,Trausella,Traversella,Vestignè,Vialfrè,Vico,Vidracco,Villareggia, Vische,Vistrorio,

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