Un’eccellenza del nostro territorio: la piscina comunale di Ivrea

La piscina comunale è un bene pubblico di grande importanza, permette la pratica di diverse attività sportive e dovrebbe rispondere alle esigenze della nostra comunità.

L’Amministrazione durante le due legislature del Sindaco Carlo Della Pepa si è disinteressata della struttura e di coloro che la utilizzano, ha la responsabilità di non aver reso possibili investimenti che evitassero lo stato di abbandono nella quale è precipitata negli anni.

Un servizio dei cittadini, che sebbene sia utilizzato da scolaresche, gruppi sportivi, associazioni e singoli fruitori è stato trascurato. Diverse sono le segnalazioni che indicano la criticità della situazione: le ripetute chiusure al pubblico dovute a problemi all’impianto di ventilazione e a quello elettrico, mediocre condizione d’igiene e pulizia, cattiva manutenzione e stato di degrado dei bagni e degli spogliatori, mancati adeguamenti della struttura con conseguente perdita delle possibilità di utilizzo per eventi e manifestazioni sportive.

Lo stesso Assessore allo Sport del Comune di Ivrea, Giovanna Strobbia, in una recente intervista afferma: ”Siamo ben consapevoli che i lavori fatti in questi anni sono stati delle toppe in grado, bene o male, di mantenere aperto il servizio, molto utilizzato.”

Queste affermazioni sono gravi e confermano le responsabilità di Amministrazioni che hanno saputo mettere solo ”toppe”.

Una domanda mi sorge spontanea: perché la Giunta non ha predisposto interventi tempestivi e strutturali che permettessero di mantenere il servizio ad un livello decoroso?

I fatti hanno dimostrato che per il Governo della città altre erano le priorità e i bisogni della cittadinanza, si è così deciso di investire più di tre milioni di euro per la realizzazione della passerella sulla Dora, utile per romantiche passeggiate. Si sono investiti un paio di milioni di euro della Fondazione Guelpa per realizzare il nuovo museo Garda, un fallimento confermato dalla scarsissima affluenza di visitatori il cui biglietto di ingresso ha portato in cassa poche migliaia di euro a fronte di costi di gestione di centinaia di migliaia di euro che andranno negli anni a impoverire le nostre casse comuni.

Quindi altre sono state le priorità, la passerella e il museo, ma niente denaro per la piscina, il castello, la biblioteca, il recupero del centro culturale la Serra.

Nonostante manchi poco più di un anno alla fine della legislatura l’Amministrazione sembra avere “un cilindro magico”e sebbene i tempi siano risicati e le finanze limitate, tutto è ancora possibile; dal cilindro escono e prevediamo usciranno progetti faraonici e milionari, giochi di illusionismo per ingannare gli elettori.

Il castello ha aperto le danze preelettorali, dal nulla di fatto degli ultimi anni che ha portato alla chiusura dell’edificio per caduta coppi rendendolo inutilizzabile per visite e realizzazione di eventi, siamo passati ad un progetto abnorme che prevede l’investimento di svariati milioni.

La biblioteca, di cui speriamo di poter scrivere quanto prima, segue a ruota, qui si ipotizza di rielaborare un progetto risalente al lontano 2011 che prevedeva di rimettere a nuovo 4200 metri quadrati dell’ex istituto Cena, con un investimento di oltre 5 milioni.
Tornando ai fatti, quindi alla piscina trascurata, riporto un’ intervista rilasciata nel mese di settembre dall’Assessore Enrico Capirone dove affermava: ”Abbiamo dato questo incarico (studio delle condizioni della struttura) ai nostri uffici e entro novembre avremo indicazioni precise sulle quali … prenderemo decisioni”.
Novembre è passato, la legislatura volge al termine e di questo lavoro degli uffici e delle conseguenti decisioni della Giunta non sappiamo nulla, mi auguro, ma sarò smentito dai fatti, che non venga proposto l’ennesimo sogno reso possibile da milioni di euro inesistenti.
Molti utenti ci stanno informando e chiedono soluzioni praticabili e un servizio decente. Aspettiamo i dati dell’ufficio tecnico per integrare le nostre conoscenze e arrivare, attraverso il confronto con i cittadini, a definire le nostre proposte.

 

Pierre Blasotta

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